giovedì 28 maggio 2015

Tentativi (poco riusciti) di preparativi pre-partenza.



ITA

E' incredibile quanto passi velocemente il tempo quando non si lavora più.

Oggi è già 28, sono passate più di tre settimane dalla fine del Servizio Civile e ho queste trenta ore libere a settimana che prima perlomeno utilizzavo per qualcosa di utile. Beh, in realtà non mi sento ancora del tutto inutile: dormo bene ma senza svegliarmi all'ora di pranzo, faccio le mie due o tre lezioni di guida a settimana e trovo scuse per non prepararmi ancora per il trasferimento a Londra.

Sono campionessa mondiale nel trovare scuse plausibili per rimandare qualsiasi obbligo.

Ho finalmente saputo quando sarà l'esame pratico di guida, anche se per scaramanzia l'ho detto giusto a un paio di persone, ma non ho la certezza di passarlo al primo colpo quindi posso tranquillamente cullarmi nella sensazione di avere tutto il tempo del mondo per organizzare il trasferimento.

A che cosa serve fare liste di cose da fare o da portare a Londra o anche guardare annunci di lavoro se la partenza potrebbe essere rimandata fino a metà luglio?

Ecco, questo è un tipico esempio di scusa utilizzabile per sentirsi a posto con la propria coscienza.
No dai, per essere giusti ho provato a inserire il mio curriculum nei maggiori siti inglesi per la ricerca del lavoro ma mi sono resa subito conto che oltre al formato del curriculum non valido (Europass accettato ovunque, certo!) erano necessari indirizzo e numero inglesi, e se per il primo sono a posto per il secondo è ancora troppo presto. Quindi ho aggiunto la voce "adattare il curriculum al mondo del lavoro inglese" alla lista delle cose da fare e almeno per il momento mi sono messa l'anima in pace.

Uno dei miei propositi prima della partenza era ovviamente studiare l'inglese in modo da non subire uno shock troppo grosso all'arrivo, ma lo sforzo maggiore fatto finora è stato tirare fuori i libri e gli appunti dell'università e osservare quanto stessero bene belli chiusi sopra la scrivania.

Direi che va bene così, no? ;)

Beh ci avevo provato.... Well, I tried!
Dato che di studiare non se ne parla ho ripiegato sui telefilm! Da quando ho conosciuto lo streaming qualche anno fa, ho seguito varie serie tra cui; Grey's Anatomy, The Tudors, How I met your mother, The big bang theory, Scandal, Misfits, Lost, Breaking Bad e tante altre. All'inizio mi limitavo a guardarle in italiano poi ho provato la lingua originale con i sottotitoli. Ricordo che la prima serie con cui feci questo esperimento fu Gossip Girl, ero davvero convinta che l'ascolto sarebbe migliorato e che avrei imparato nuove espressioni in inglese ma il massimo che ricavai furono le frasi "I'm so so sorry!" e "Are you kidding me?", sembrava che non sapessero dire altro! 

Da lì in poi ho preferito guardare le serie in lingua originale perché, diciamocelo, i doppiatori italiani saranno anche i più bravi del mondo, come dice qualcuno, ma niente può essere paragonabile alla voce reale del personaggio e in ogni caso non è che sia chissà quale impresa visto che negli altri paesi come America e nord Europa non doppiano i film. Poi ci sono paesi come la Spagna dove i doppiatori sono due, ma due di numero! Giuro, nei nove mesi in cui ho vissuto a Madrid è stato uno strazio guardare film stranieri, c'era un'unica voce per tutti i personaggi maschili e un'altra per tutti quelli femminili... Un obbrobrio!

Negli anni sono migliorata tantissimo, tant'è che sono passata ai sottotitoli in inglese, soprattutto per i film, e quando guardo una serie tv riesco a capire quasi totalmente ciò che dicono specialmente se si tratta di un telefilm che seguo da anni.

Ovviamente ho dovuto fare i conti con il fatto che le serie tv che guardo attualmente sono americane quindi l'accento è diversissimo rispetto a quello britannico. Sono corsa ai ripari riguardando la seconda stagione di Misfits (la migliore secondo la sottoscritta) e nonostante la conoscessi bene ho avuto difficoltà, soprattutto con il personaggio di Kelly che è davvero incomprensibile. Ho provato anche altri telefilm come Reign o Penny Dreadful ma probabilmente non sono ancora pronta a guardarli senza sottotitoli perché di alcune puntate ancora ignoro la trama. 

Non molto promettente, ne convengo.

Il tentativo più recente sono i libri. Leggo tantissimo e da quando non lavoro più ho incrementato la lettura, sia per occupare il tempo sia perché sono consapevole che in futuro avrò meno tempo per dedicarmici, soprattutto ai libri italiani.

Quindi perché non unire l'utile al dilettevole con un libro in inglese?

Ovviamente non un autore inglese altrimenti sarei al punto di partenza. Trovo che i romanzi tradotti o scritti da autori non madrelingua siano più facili da comprendere.
Non è il mio primo romanzo in inglese, nei mesi scorsi ho letto “A splendid thousand suns” ossia “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini, è un libro che amo e che conosco molto bene e questo mi ha aiutato perché se pure non capivo una parola o una frase, ero in grado di ricordare la traduzione dalla versione italiana. Così ho pensato di ripetere l'esperimento con un'autrice svedese Camilla Lackberg, di cui avevo già letto in italiano “Il bambino segreto”, e ho cominciato “The lost boy”, che non è lo stesso libro nonostante la somiglianza del titolo.











Sono persuasa del fatto che tutto questo si rivelerà utile ma sento di trascurare un fattore fondamentale: il parlato!
La scuola e l'università italiana, quando si tratta di lingue straniere, tendono a concentrarsi sulla grammatica e sullo scritto e non dedicano molto poco tempo alla conversazione. 
A questo aggiungiamo che io per prima non mi sono quasi mai interessata a migliorare questo aspetto e ho privilegiato l'approfondimento della lingua spagnola e avremo un quadro completo della mia attuale situazione. Ah, oltretutto sono parecchio timida quando conosco persone nuove....

I prossimi mesi saranno un vero spasso! :D



ENG

It's astonishing how rapidly the time passes when you don't work anymore.

Today is already 28, more than three weeks have passed since the end of my voluntary year and I have these thirty hours of free time a week that at least before I used for something useful. Well, actually, I don’t feel useless yet: I sleep well but I don't wake up at lunch time, I do two or three driving lessons a week and I find excuses for not setting up my transfer to London.


I’m the world champion in finding plausible excuses to postpone any obligation.

I eventually know when my drive exam is going to be, although for incantation I’ve told that just a few people, but I don’t have the guarantee to pass it at the first attempt so I can calmly nurture the feeling to have all the time in the world to set up the transfer.


What’s the purpose of making lists of things to do or to take to London or also watching want ads if the departure may be postponed until the middle of July?

There you are, this is a typical example of usable excuse to make my conscience feel clear.
Well, to be fair I’ve tried to apply in the most important English job search websites but I immediately realized that beyond the invalid format of my cv (Europass accepted everywhere, yeah sure!) it was necessary an English address and an English phone number, no problem for the first one but for the second one it's too early. So I added “adapt the cv to the English world of work” to the “to do list” and for the moment I put my soul in peace.



One of my intentions before the departure was of course to study English to avoid a big shock on my arrival, but the major effort done until now was taking out my books and notes from the university and watching how beautiful they were just closed on my desk. 


I say it's just right, isn't it? ;)

As it doesn't mention to study I fall back on television series! Since I met the streaming some years ago, I've been watching many series among which: Grey's Anatomy, The Tudors, How I met your mother, The big bang theory, Scandal, Misfits, Lost, Breaking Bad and many others. At the beginning I decided to watch them in Italian, later I've tried in the original language with subtitles. I remember that the first series I experimented was Gossip Girl, I was really sure that my listening would be improved and that I would learn new English expressions but the maximum I acquired were the sentences: "I'm so so sorry!" and "Are you kidding me?", it seemed that they couldn't say anything else.

Since then I preferred to watch the series in the original language because, let's say it!, the Italian dubbers may be the best in the world, as someone says, but nothing is like the actor's real voice and in any case it's not a big challenge considering that in the other countries like U.S.A or in the North of Europe they don't dub the movies. Then, there are countries like Spain where the dubbers are two, but two for real! I swear, in the nine months I've lived in Madrid it was a torture seeing foreign movies, there was only a voice for all the male characters and another one for the female ones.... What a shame!

During the years I improved a lot, so much that I upgraded to English subtitles, especially for the movies, and when I watch a tv series i can understand almost everything they say, especially the series I've been watching through the years. 

Obviously I had to deal with the fact that the series I'm currently watching are American so the inflection is really different from the British one. I batten down the hatches look at again the second season of Misfits (the best in my opinion) and although I've already seen it I had some difficulties, especially with the character of Kelly whom is really unintelligible. I've tried to watch other series like Reign or Penny Dreadful but probably I'm not ready to see them without subtitles because I still ignore the plot of some episodes. 

Not very promising, I agree. 

The most recent attempts have been books. I read a lot and since when I don't work anymore I've increased the reading, both to occupy the time and because I'm aware that in the future I'll have less time to commit to it, above all for Italian books.

So why don't combine business with pleasure with an English book?

Obviously, not an English writer or I’ll be back to the drawing board. I think that the translated novels or the compositions written by not native authors are more simple to understand.
It’s not my first English novel, in the past months I’ve read “A splendid thousand suns” from Khaled Hosseini, it’s a book that I love and I know very well, this helps me because if I don’t understand a word or a sentence, I was capable to remember the translation from the Italian version. So I thought to repeat the experiment with a Swedish author Camilla Lackberg, from whom I’ve already read “The hidden child”, and I start “The lost boy”, that it isn’t the same book although similarity of the title.

Ready to start it! - Pronta a cominciarlo! 
I’m persuaded that all this it will be useful but I fell I’m ignoring the key factor: the spoken part!
The Italian school and the university, when it comes to foreign languages, tend to concentrate to the grammar and to the writing parts and they don’t dedicate much time to conversation. I have to add that I hardly ever interested in improving this aspect and I privileged the in-depth analysis of Spanish and here we have the complete picture. Ah! Besides I’m a very shy person when I met new people….




The next months will be very amusing! :D


lunedì 4 maggio 2015

L'inizio delle ultime volte.

Oggi è stata una giornata importante. 


Innanzitutto: May the Fourth be with you! E se non capite la citazione correte a guardare Star Wars (Guerre Stellari in italiano) perché oggi è lo #StarWarsDay e non c’è migliore occasione di questa giornata per cominciare la saga! 






Altra notizia della giornata: l’attesa è finita, la #royalbaby inglese ha un nome, anzi tre, Charlotte Elizabeth Diana! Nel blog di un’aspirante londinese non può proprio mancare questa notizia! I nomi mi piacciono molto anche se personalmente parteggiavo per Alice. Beh, ci saranno sicuramente altre occasioni, #william&kate sono giovani e al massimo c’è sempre Harry! 

Ultima ma non ultima, la parte più importante della giornata segna la fine di una meravigliosa esperienza: si è concluso oggi il mio anno di Servizio Civile che svolgevo in biblioteca e mediateca.
Continua a ronzarmi in testa la frase: “È finito! È finito! È finito!” ma non credo di essermi ancora resa conto del suo significato e forse è troppo strano per sembrare vero. Ovviamente questa reazione non è per il lavoro in sé ma per le persone che ho conosciuto grazie a esso. 


I miei colleghi- quadretto regalato  stamattina da una di loro! <3

Non solo colleghi ma amici con cui ho condiviso ore di lavoro, serate di spritz e addirittura un viaggio nella mia amata Madrid. Ho tanti progetti da realizzare e davvero non vedo l’ora di cominciare, ma pensando ai miei colleghi mi dispiace che questo anno si sia concluso. 
Non riesco a conciliare tutte le emozioni che provo: ad esempio, sono felice che almeno per un mesetto non dovrò più svegliarmi presto e bisticciare con mio padre per chi deve entrare in bagno per primo; certi aspetti del lavoro non mi mancheranno come alcune mattinate piuttosto noiose o gli utenti maleducati, però d’altra parte era bello avere una routine, poter contare su altre cinque persone per ogni cosa e svolgere un lavoro a stretto contatto con i libri, che sono la mia passione. 
Sarà difficile anche riavere tanto tempo libero, mi sembra quasi di essere tornata a scuola: mesi e mesi passati a studiare (AHAHAHAHAHAH), levatacce mattutine, litigi con professori, poi arrivavano le vacanze e dopo i primi giorni di relax mi sentivo in colpa perché avevo l'impressione di non combinare nulla e tutto sommato mi  mancavano anche le parti meno belle dell’anno appena passato. 
Di questa esperienza mi rimarrà la felicità di aver conosciuto delle persone fantastiche che rimarranno “I Colleghi”, quelli con la C maiuscola! 

Non posso ancora fare un conto alla rovescia per il mio trasferimento ma oggi è stato ufficialmente il mio ultimo giorno di lavoro in Italia. Il mio prossimo impiego sarà a Londra e io non ho idea se si tratterà di friggere patatine o avrà a che fare con i libri o magari insegnare...
È ancora un’incognita! Tutto questo è eccitante? Terrorizzante? Decisamente entrambe le cose!


sabato 2 maggio 2015

Riflessioni di una notte di inizio maggio.


ITA

Rifletto.

Quali cambiamenti avverranno nella mia vita nei prossimi mesi? Potrò decidere io o devo semplicemente lasciarmi andare e seguire la corrente, consapevole che solo una piccola parte della mia vita è davvero nelle mie mani?

Mi presento: mi chiamo Martina, ho ventisette anni e sto per trasferirmi a Londra.

Niente di strano, ormai è così comune sentir dire queste parole da una persona giovane che è diventato quasi noioso o stereotipato. Sì, perché chi non vorrebbe vivere nella meravigliosa metropoli britannica così piena di vita e di possibilità? Già...

Non voglio essere fraintesa, Londra è magnifica, ma non era questo che volevo, io sognavo la Spagna o il Perù, eppure eccomi qua a cercare informazioni su possibilità lavorative, Nin, medici di base e compagnie telefoniche.

Perché? Beh, questa è semplice... L’amore!

Forse è banale quanto partire pensando “Beh, vado a Londra e in un mese trovo casa e un lavoro da super manager” avendo appena preso il diploma (li adoro quelli!), ma questa è la mia motivazione e so già che ne varrà la pena! 

Lui mi rende felice da più di sette anni e da circa la metà viviamo a non meno di 1000 km di distanza per almeno dieci mesi all’anno, il ché è tutto dire.

Quindi cosa succede quando finalmente ottieni il preziosissimo pezzo di carta, che ti è costato nottate insonni, ansia, pianti, ansia, paternali dei tuoi genitori ma soprattutto ansia, volgarmente chiamato diploma di laurea, quando l’anno di servizio civile che stavi svolgendo è agli sgoccioli e quando ti rendi conto che hai abbastanza risparmi da non doverti far mantenere da nessuno? Semplice: pianifichi tutto il pianificabile e cerchi di scacciare l’ansia usando un blog come valvola di sfogo.
Lo so, manca il passaggio: prenoti un biglietto e cominci il conto alla rovescia mentre ti domandi come sia possibile mettere tutte le scarpe che possiedi in una valigia da 23 kg, ma per quello devo aspettare ancora qualche settimana. Questo perché, dopo 26 felicissimi anni senza patente, gioiosa (?) fruitrice dei mezzi pubblici, a novembre scorso ho pensato bene di iscrivermi a scuola guida ed eccomi qui, 6 mesi e decine di guide dopo, che rimando la partenza più importante della mia vita per dare la prova pratica. Neanche so quando sarà oltretutto!

Quindi, tornando alla riflessione iniziale, quanto potere decisionale ho davvero sulla mia vita?

Ora come ora molto poco, ma visto che non posso farci proprio nulla ho deciso di sfruttare queste ultime settimane a casa godendo della compagnia di amici e famiglia e cercando di andare al mare il più possibile visto che vivo in Sardegna e quest’anno l’estate è iniziata con due mesi d’anticipo. 

Non sembra un piano malvagio tutto sommato!

ENG

I reflect.

What will be changing in my life next months? Will I be able to decide or I have tosimply follow the trend, aware that only a little part of my life is really on my own hands.

I introduce myself: I’m Martina, I’m twenty-seven and I’m going to move to London.

Nothing strange, nowadays it’s so ordinary hearing these words from a young person that it’s almost boring or a stereotype. Yes, because who wouldn’t live in the wonderful British metropolis full of life and possibility? Yeah…

I don’t want to be misunderstood, London is great, but this is not what I wanted, I dreamt of Spain or Peru, but here I am looking for information about job possibilities, Nin, general practitioners and telephone companies.

Why? Well, the answer is simple… Love!

It might be as common as those who leave thinking: “Well, I go to London and in a month I’ll find a house and a job as executive” with a school leaving-certificate (I love those ones!), but this is my motivation and I it’ll be worth it!

He’s been making me happy from more than seven years and in the last half we’ve been living not less than 622.000 miles far away from each other for at least ten months per year and that says it all!

So, what happens when you finally obtain the precious piece of paper, which had required sleepless nights, stress, tears, stress, reprimands from your parents and above all stress, commonly called academic degree; when the end of the voluntary year that you were carrying out is in sight and when you realize that you have enough savings to sustain yourself without nobody’s help? Simple: you plan all that you can plan about and you try to dismiss the anxiety using a blog as a relief valve.

I know, I’m omitting the passage: book a ticket and start the countdown while you ask yourself how is it possible to put all the shoes you own in one baggage of 23kg, but for this step I have to wait a few more week. That’s because, after twenty-six overjoyed years without driving license, happy (?) user of public transportation, last November I decided to register to a driving school and here I am, six months later and tens of driving, postponing the most important departure of my life to do the road test. And besides I don’t even know when it’ll be!

So, to return to the first consideration, how much influence do I really have in my life?

Right now not much, but considering that I can’t do much about it I decided to take advantage of these last weeks at home enjoying the company of my family and friends and trying to go to the beach as much as possible since I live in Sardinia and this year summer has started with two months in advance.

It doesn’t seem a bad plan after all!